Digitalizzazione Carta Catalana

La Biblioteca Estense custodisce una collezione ricca di rari e preziosi documenti, nell’ambito del progetto Estense Digital Library non poteva sfuggire l’acquisizione dell’affascinante mappamondo di manifattura catalana, la cosiddetta “Carta Catalana”.

Maria Grazia de Rubeis, direttrice della Biblioteca Estense, e Gaia Petrella, restauratrice coinvolta nel progetto, ci accompagnano durante la campagna di digitalizzazione.

La datazione del Mappamondo si attesta tra il 1450 e il 1460, il suo diametro misura 1130 mm ed è anch’essa realizzata su supporto membranaceo, benché riporti dimensioni inferiori rispetto agli altri documenti cartografici di grande formato custoditi in Sala Campori.

Un inventario del 1488 registra la presenza del mappamondo nella Collezione dei Duchi d’Este, con una nota “Uno mapamondi in una guaina grande de cuoio”.

Le carte geografiche potevano essere oggetti d’uso comune o da collezione, come in questo caso. La Carta Catalana non fu realizzata per essere consultata quotidianamente, il raffinato apparato decorativo suggerisce una produzione privata destinata, probabilmente, a una lussuosa biblioteca.

Ricca di informazioni e illustrazioni di carattere storico, come tratte di viaggio con i mercanti sulla via, sovrani, toponimi, reticoli di linee dei venti ed elementi descrittivi di popoli e culture al tempo conosciuti, una volta pubblicata sulla Piattaforma, la Carta Catalana animata da meravigliosi dettagli con la sua immensa varietà decorativa, grazie alla riproduzione in altissima definizione e al protocollo IIIF, sarà annotabile e comparabile con documenti coevi conservati nelle più rinomate Biblioteche internazionali che adottano questo strumento innovativo.